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Acqua e siccità

Principali proposte e azioni 

• Istituzione di una Cabina di regia nazionale presso Palazzo Chigi che coinvolga i Ministeri interessati, le Regioni, la Protezione civile, le Autorità di Distretto, i Consorzi di bonifica, le associazioni di impresa, i gestori idrici ed energetici 

per prevenire le situazioni di emergenza idrica, migliorando i sistemi di monitoraggio. 

• Rafforzamento dei poteri effettivi delle Autorità di Distretto che gestiscono i bacini idrografici: governance più efficace, per consentire ai Segretari delle Autorità, su indicazione del Comitato di gestione, di decidere le priorità e i limiti di utilizzo delle risorse idriche di bacino e la programmazione degli investimenti per il recupero dell’acqua a livello di bacino (piano invasi pubblici, interventi di recupero e riutilizzo acqua da parte delle imprese). 

• Integrazione con le politiche di difesa del suolo e di prevenzione del dissesto idrogeologico: sblocco immediato delle risorse già stanziate e non spese, giacenti presso il Ministero della Transizione ecologica, trasferendole alle Regioni per gli interventi più urgenti di prevenzione del rischio idraulico, per la realizzazione di interventi di pulizia, manutenzione, rinaturalizzazione dei corsi d’acqua anche attraverso lo strumento dei Contratti di fiume. 

• Rafforzamento della governance del servizio idrico integrato: garantire su tutto il territorio nazionale l’individuazione prevista da norme vigenti delle Autorità di governo degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) con dimensione minima provinciale, anche attraverso l’esercizio di poteri sostitutivi, superando il divario ancora fortissimo tra nord e sud del Paese; completare l’affidamento al gestore unico a livello di ATO per l’erogazione del servizio idrico integrato e per l’esecuzione del piano di investimenti finalizzato al completamento, manutenzione e recupero di efficienza delle reti di distribuzione e degli impianti di depurazione, attraverso un forte investimento in digitalizzazione per il controllo e la riduzione delle perdite idriche. 

• Utilizzo nei tempi previsti delle risorse PNRR (€ 4,3 miliardi per il settore idrico) e delle risorse nazionali già stanziate per piano invasi. 

• Misure specifiche per l’agricoltura per accrescere la capacità di trattenere e riutilizzare l’acqua in agricoltura, migliorare l’efficienza della infrastrutturazione idrica e orientare il settore: 

– migliorare la disponibilità di dati, previsioni e modalità di accesso alle informazioni per ogni azienda agricola (se il sistema SIGRIAN non ha prodotto risultati sufficienti, il sistema va reso efficiente o modificato) 

– modifica dei sistemi alimentari come indicato dalla strategia UE “farm to fork” con raggiungimento degli obiettivi nei tempi dati 

– condizionare l’accesso alle misure PAC e di sviluppo rurale ad obiettivi climatici 

– istituzione di un fondo di rotazione presso ISMEA per finanziare investimenti green, compresi investimenti per efficientamento e digitalizzazione irrigua (con una dotazione di 500 milioni in legge di bilancio) che potrebbe consentire contributi di 200mila euro per 2500 progetti restituibili in 10 anni

– accelerazione del piano piccoli invasi, anche semplificando procedure e interventi di manutenzione dell’esistente: un investimento da 3 miliardi in 10 anni può finanziare la manutenzione dei 116 piccoli invasi esistenti e la realizzazione di ulteriore 245

Italia 2027: la nostra visione 

La siccità che abbiamo conosciuto in questi mesi estivi non sarà una parentesi che potremo archiviare e pensare ad altro. Le piogge violente, gli eventi estremi, le frane e il dissesto idrogeologico che hanno colpito e colpiranno nelle prossime settimane molte parti del Paese sono l’altra faccia della stessa medaglia. 

Al fondo di questi fenomeni strutturali c’è sicuramente il cambiamento climatico che sta mostrando sempre più chiaramente i suoi effetti drammatici, ma anche la mancanza di una vera e propria politica nazionale sull’acqua. 

In questi anni le politiche di gestione del suolo e dell’acqua hanno visto l’istituzione delle Autorità di Distretto idrografico ma pagano ancora un sistema debole di risorse, personale, strumenti e poteri, che limita l’efficacia delle azioni di programmazione e intervento, rendendo particolarmente evidenti questi limiti di fronte a situazioni critiche come quelle che abbiamo vissuto. Non siamo in grado di gestire l’acqua in eccesso; allo stesso tempo non ne abbiamo abbastanza e ne sprechiamo troppa. Esiste un deficit di efficienza nella gestione del servizio idrico integrato, con un divario molto forte tra nord e sud del Paese. Le perdite idriche raggiungono il 38% a livello nazionale con percentuali ben più alte al sud, principalmente a causa delle carenze e della vetustà delle reti di distribuzione; sul fronte della depurazione le procedure di infrazione Ue interessano ancora 939 agglomerati urbani per 29,7 milioni di abitanti equivalenti e il 73% delle procedure d’infrazione si concentrano al Sud. Gli investimenti per migliorare l’efficienza risentono del ritardo con cui si sta procedendo alla costituzione delle gestioni d’ambito, alla definizione del piano d’investimenti e all’affidamento della gestione del servizio idrico integrato. 

C’è poi un tema specifico che riguarda l’agricoltura, particolarmente colpita dalla siccità e dai danni provocati da eventi climatici estremi. Ci sono numerosi documenti che oramai da anni forniscono indirizzi chiari sull’uso della risorsa idrica in agricoltura; l’ultima relazione della Corte dei Conti europea ci vede fanalino di coda per mancato riuso della risorsa acqua e il sesto Censimento sull’agricoltura, basato su dati Istat, ha messo in fila obiettivi e strumenti di governo della risorsa idrica, purtroppo ampiamente disattesi. Il CREA (Centro per la ricerca e l’economia in agricoltura) ha tra i suoi obiettivi compiti specifici che riguardano l’acqua in agricoltura e ha istituito SIGRIAN, un database georeferenziato che dovrebbe fornire informazioni al mondo agricolo e supportare le scelte colturali più adatte all’adozione di sistemi di irrigazione più efficienti. Alcuni passi avanti sono stati fatti, ma non sono sufficienti. A tale proposito va ricordato che nel PNRR c’è una dotazione di 880 mln nella misura 4.3 “Investimenti nella resilienza dell’agrosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche”. Sono in corso le istruttorie dei progetti in vista dei decreti di concessione che saranno emanati entro fine settembre; con tali investimenti dovrebbero crescere del 40% tutte le fonti di irrigazione dotate di contatore; a queste risorse vanno aggiunti stanziamenti assunti nelle leggi di bilancio che quindi portano gli interventi sul settore irriguo a quasi 1,2 miliardi. 

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