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Democrazia economica e impresa

Principali proposte e azioni 

• Introdurremo anche in Italia, per le grandi aziende, il modello tedesco della Mitbestimmung (cogestione), così da garantire la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori agli utili e alle scelte strategiche delle imprese 

• Potenzieremo il sostegno finanziario e manageriale alle lavoratrici e ai lavoratori che intendono rilevare le aziende in crisi (workers buyout) 

Italia 2027: la nostra visione 

L’Italia è un Paese dalla grande tradizione di relazioni industriali e sindacali. Que ste relazioni sono state la forza del nostro sviluppo economico e sociale nello scorso secolo. 

Il passaggio a un nuovo modello di sviluppo, costruito sui principi della sostenibilità economica e sociale, richiede di fare un coraggioso passo avanti anche sul fronte della cosiddetta democrazia economica. Transizione ambientale e digitale, infatti, non saranno possibili senza un vero coinvolgimento di lavoratori e parti sociali nella scrittura delle decisioni strategiche che il Paese e il nostro tessuto industriale sono chiamati a prendere. Allo stesso modo, le transizioni saranno eque solo se sapremo redistribuirne in maniera equa i benefici. 

Oggi tutto questo non accade. Al contrario, sono numerosi i segnali di un deterioramento delle relazioni industriali e sindacali: dalla moltiplicazione dei CCNL firmati da realtà ben poco rappresentative, alla fatica che si avverte ogni qual volta si apre un dialogo tra le parti sociali, fino ad arrivare a casi estremi come l’assalto alla CGIL dello scorso 9 ottobre, troppo spesso dimenticato da gran parte del mondo politico. 

Parlare di democrazia economica significa credere che la forza di un Paese non sta nella forza dei suoi singoli, ma nella forza dei suoi legami sociali. Significa scommettere sull’idea di comunità come modello di sviluppo economico e sociale. Significa riconoscere e rivendicare che le persone hanno pieno diritto di partecipare alla vita economica del Paese e a condividerne i benefici.

Rinnovare il nostro sistema di relazioni industriali e sindacali, rendendolo più democratico e partecipato, è un impegno che ci vogliamo assumere nell’interesse dell’Italia e del nostro tessuto produttivo. Dati e ricerche sono ormai concordi nell’evidenziare che, laddove lavoratori, parti sociali, comunità e stakeholders sono coinvolti nei processi decisionali, si moltiplicano le occasioni di sviluppo e innovazione. 

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