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Difesa e sicurezza

Principali proposte e azioni 

• Vogliamo mantenere e rafforzare il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale, nell’ambito dell’Unione Europea e della NATO, anche attraverso il consolidamento del comparto produttivo di settore e l’ammodernamento delle capacità nazionali. 

• Vogliamo continuare a investire nei settori della Sicurezza e della Difesa, per rafforzare la capacità dell’Italia di intervenire nelle controversie internazionali per il perseguimento della pace, di resistere e reagire alle crisi, rispettando gli impegni assunti a livello internazionale. 

• Vogliamo rafforzare la politica industriale della Difesa, valorizzando ulteriormente le sinergie tra la Difesa e l’industria, le piccole e medie imprese delle filiere e le start-up, gli altri Dicasteri, l’Università, la comunità scientifica e della ricerca, perseguendo anche le potenziali osmosi con i settori civili, che possono costituire di per sé incubatori di innovazione.

Italia 2027: la nostra visione 

Le conseguenze e le implicazioni derivanti dall’emergenza sanitaria correlata alla diffusione globale del COVID-19 da un lato, e dall’invasione russa in Ucraina dall’altro, hanno mostrato non solo i punti di forza dell’Italia ma anche le sue potenziali vulnerabilità, evidenziando l’ineludibile esigenza di aumentare la resilienza del nostro Pa ese e la capacità dell’apparato statale di resistere e reagire alle situazioni di crisi. Fin dall’inizio della pandemia, la Difesa ha fornito un insostituibile supporto al Sistema-Paese, grazie alle peculiari e variegate capacità di cui essa dispone – e dovrà continuare a disporre anche in futuro – per assolvere la sua missione primaria: la difesa e la sicurezza dello Stato. Capacità che si sono confermate essenziali per esprimere quei livelli di prontezza e di reattività necessari a fornire la risposta più efficace alla crisi sanitaria, i cui drammatici risvolti hanno proposto sfide che hanno molte similitudini con quelle prettamente militari e che, per essere affrontate al meglio, hanno richiesto visione, rapidità, efficacia, prontezza operativa e avanguardia tecnologica. 

In questa ottica si inquadrano le principali linee di azione nel campo della politica militare che intendiamo continuare a sviluppare. 

La prima riguarda il posizionamento dell’Italia nello scenario internazionale che non può che partire dal nostro ruolo nel contesto della NATO e ancor più nell’Unione Europea. Entrambe le organizzazioni hanno avviato un processo di adattamento strategico, nell’ambito del quale il contributo dell’Italia dovrà continuare ad essere sostanziale e caratterizzato dalla nostra imprescindibile vocazione euro-atlantica. 

La NATO è e resta il nostro imprescindibile punto di riferimento, in termini di dissuasione, deterrenza e difesa. Ad essa l’Italia dovrà continuare a richiedere un approccio a 360 gradi sviluppando ulteriore attenzione a quel “fianco sud” che coincide, in larga parte, con il “Mediterraneo Allargato”, cioè l’area di interesse strategico nazionale. L’Europa rappresenta l’altro pilastro della nostra sicurezza. In un momento per molti aspetti “storico”, in cui anche l’Unione Europea sta dedicando un’attenzione sempre maggiore alla dimensione della sicurezza e della difesa – riconoscendo in essa un  tassello fondamentale nella costruzione di un’Unione più politica, indispensabile per poter agire sulla scena mondiale – dovremo continuare ad operare per il rafforzamento della Politica di Sicurezza e Difesa Comune, per dare concretezza dell’aspirazione dell’UE di raggiungere una maggiore autonomia strategica, sia tecnologico-industriale sia in termini di capacità di intervento, in piena sinergia, coerenza, complementarietà e interoperabilità con la NATO.  

La seconda direttrice fondamentale riguarda l’industria della difesa e dell’aerospazio. L’Italia attraversa una stagione geopolitica di grande complessità, che si interseca anche con un passaggio di evoluzione generazionale e di globalizzazione della tecnologia. Ed è fondamentale, per gli interessi di sicurezza del Paese, mantenere in questo campo sovranità tecnologica, protagonismo nella cooperazione internazionale e capacità di investimento. Si tratta anche di un aspetto centrale del processo di integrazione della difesa europea, in cui la dimensione industriale assume una primaria rilevanza geopolitica, fungendo da fattore catalizzante delle cooperazioni con altri Paesi e del rafforzamento del ruolo internazionale dell’Italia. L’industria dell’aerospazio, difesa e sicurezza rappresenta una delle più competitive realtà industriali italiane, in particolare nel campo dell’innovazione tecnologica. Un patrimonio di conoscenza e occupazione qualificata in grado di coniugare essenzia li aspetti di sicurezza e proiezione internazionale del Paese con un effetto trainante per l’economia nazionale, in cui risiede una parte importante della sovranità dell’Italia e della sua appartenenza alla cerchia dei Paesi tecnologicamente ed economica mente avanzati. 

Per questo vogliamo sviluppare una mirata politica industriale della Difesa che, at traverso l’azione sinergica tra tutte le componenti del Sistema-Paese, punti ad innovare l’interazione tra la Difesa e l’industria, costruendo un “Sistema-Difesa” strategicamente solidale, in grado di contemperare le esigenze capacitive di uno Strumento militare sempre più tecnologicamente avanzato con gli obiettivi di crescita tecnologica e la competitività dell’industria nazionale, nonché con la dimensione internazionale e le crescenti implicazioni geostrategiche ed economiche della tecnologia nel settore dell’aerospazio, difesa e sicurezza. 

L’obiettivo che intendiamo perseguire è un processo graduale di ammodernamento delle nostre Forze Armate – i cui elementi chiave sono la qualità della spesa, la certezza delle risorse, la capacità di realizzare i programmi nel rispetto degli investimenti definiti nel contesto delle alleanze internazionali – da cui discenda una programmazione da implementare secondo queste linee: 

• impegno per Forze Armate moderne, efficienti, flessibili sempre più in grado di assolvere le missioni fondamentali loro assegnate; 

• bilanciamento degli investimenti in tutte le componenti dello Strumento militare e dei relativi settori industriali; 

• riqualificazione dell’investimento, con specifica attenzione all’innovazione tecnologica e alle ricadute industriali; 

• adeguata priorità ai progetti abilitanti nel contesto cooperativo internazionale. 

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