Skip to main content

Diritto dell’informazione

Principali proposte e azioni 

• Definiremo concretamente nel prossimo Contratto di servizio RAI l’obbligo di contrastare la disinformazione da parte delle emittenti radio-televisive, in base a principio introdotto dall’art. 4 del nuovo Testo unico per i servizi media audiovisivi e radiofonici. 

• Attribuiremo all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) una esplicita competenza su monitoraggio delle strategie di disinformazione nei media tradizionali e nelle piattaforme di videosharing, applicando da subito le metodologie del Codice di condotta europeo di autoregolazione e le prerogative introdotte dal Digital Services Act europeo. 

• Promuoveremo iniziative legislative coerenti con le indicazioni provenienti dall’indagine conoscitiva conclusa dalla Commissione Segre sui temi dei discorsi d’odio (hate speech) verso gruppi target e minoranze. 

• Realizzeremo un Fondo per il pluralismo, l’informazione di qualità e il contrasto alla disinformazione attraverso un prelievo alle grandi piattaforme digitali sui ricavi derivanti dalla pubblicità online raccolta in Italia o destinata agli utenti italiani. Il fondo finanzierà giovani giornalisti e testate indipendenti o singoli progetti in tutti i mezzi trasmissivi. 

• Realizzeremo la Riforma della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo per assicurare piena autonomia, certezza e razionalizzazione delle risorse, qualità e internazionalizzazione delle produzioni, protagonismo nella trasformazione digitale. 

Italia 2027: la nostra visione 

Il diritto alla informazione, nel triplice senso del diritto a informare, a informarsi e ad essere informati sancito dalla Corte Costituzionale in ossequio all’art.21 della Costituzione, è garantito nel nostro sistema dei media audiovisivi e radiofonici dal Testo Unico, che assegna all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni la vigilanza e il presidio sanzionatorio. Il nuovo Testo Unico, approvato nell’ultimo anno, opportunamente introduce anche il diritto a non essere disinformato attraverso il principio del contrasto alla disinformazione contenuto nell’art.4 che disciplina i principi fondamentali. 

Le strategie di disinformazione, come ci ha rivelato da ultimo l’aggressione russa in Ucraina, sono spesso orchestrate e dirette da potenze straniere che puntano a generare sfiducia e instabilità nelle democrazie occidentali in particolare nei periodi elettorali, come recentemente ribadito dalle molteplici iniziative della Commissione europea. Queste strategie riguardano il web e i social network, pur estendendosi ai mezzi di comunicazione di massa più tradizionali e si fondano sulla deliberata costruzione di notizie false, rimbalzate da account robotici e selettivamente indirizzate a utenti target. Viene così vanificato il diritto dei cittadini a un’informazione corretta per potersi formare una propria autonoma opinione e decidere liberamente del proprio futuro. Il dibattito politico diventa tossico e viene costruita una lista falsata delle priorità di cui discutere nella nostra sfera pubblica democratica. 

Al tempo stesso il giornalismo di qualità subisce una restrizione crescente delle risorse economiche sempre più attratte dalla pubblicità online ospitata dalle grandi piattaforme digitali. La disinformazione ruba spazio e risorse all’informazione di qualità e ciò danneggia ulteriormente il buon funzionamento delle nostre democrazie. 

Le nostre proposte puntano a rilanciare il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo attuando la riforma della concessionaria lungo le linee della proposta da noi già depositata in parlamento e che vede un modello sempre più autonomo, competitivo, indipendente, analogamente alle migliori esperienze estere, come quella della BBC nel Regno Unito. 

Al tempo stesso vogliamo estendere le competenze dell’Agcom lungo le linee del Digital Services Act europeo, con particolare riferimento alle esperienze di co-regolazione del Codice di contrasto alla disinformazione, siglato tra la Commissione europea e le principali piattaforme online, rafforzando la libertà d’espressione degli utenti nell’ecosistema digitale, inclusa la libertà di non essere oggetto di campagne di disinformazione. 

La realizzazione di un Fondo per il pluralismo, l’informazione di qualità e il contrasto alla disinformazione costituito grazie un prelievo alle grandi piattaforme digitali sui ricavi derivanti dalla pubblicità online, raccolta in Italia o destinata agli utenti italiani, permetterà di finanziare giovani giornalisti e testate indipendenti o singoli progetti in tutti i mezzi trasmissivi. 

Download Scarica il PDF dell'approfondimento