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Infrastrutture, logistica e trasporti

Principali proposte e azioni 

• Rafforzeremo il monitoraggio e la messa in sicurezza di tutte le infrastrutture esistenti – in particolare ponti, viadotti e gallerie – garantendo l’adeguamento alle nuove norme sulla sicurezza e realizzando un piano coordinato di azioni programmate di manutenzione e adattamento alle pressioni indotte dai cambiamenti climatici. 

• Arriveremo alla piena attuazione del Codice degli appalti pubblici, anche attraverso: il rafforzamento e la qualificazione delle stazioni appaltanti; la creazione di una Banca dati nazionale per garantire legalità e trasparenza; la diffusione del BIM (Building Information Modeling); la cancellazione del criterio del massimo ribasso; un piano di azione per la sicurezza e la qualità del lavoro. 

• Sosterremo, lungo le linee già tracciate dal PNRR, la sostituzione progressiva del parco circolante del trasporto pubblico locale con mezzi a zero emissione e ibridi, sviluppando una filiera industriale di produzione di autobus e mezzi elettrici sul territorio nazionale. 

• Incentiveremo il trasporto sostenibile di merci su ferro e su acqua e accompagneremo la transizione dei mezzi pesanti su gomma a alimentazione a basse e zero emissioni, anche attraverso l’utilizzo di biocarburanti e di idrogeno. 

• Installeremo almeno 100.000 colonnine elettriche e di 30.000 punti di ricarica rapida entro il 2027, sviluppando al tempo stesso tecnologie per lo stoccaggio di energia lungo le autostrade e la rete viaria principale e secondaria. 

• Svilupperemo un progetto organico di Porti verdi attraverso il completamento del piano di “cold ironing” e di digitalizzazione, tutelando la qualità e la sicurezza del lavoro portuale. 

• Svilupperemo le infrastrutture necessarie a collegare il nostro Paese con le grandi reti di trasporto transeuropee (TEN-T) e i nodi multimodali, completare le tratte ferroviarie ad alta velocità e alta capacità già programmate e potenziare il piano sulle linee regionali, completando i raddoppi di linea e l’upgrading tecnologico. In quest’ottica confermiamo la volontà di completare il piano sulle grandi infrastrutture, da noi sbloccato. 

• Miglioreremo i collegamenti lungo i corridoi est-ovest e tra le aree più industrializzate del Paese, sulle fasce costiere, tra le aree più prossime alle grandi infrastrutture e le aree periferiche e interne, con la riqualificazione delle strade secondarie. Potenzieremo il piano sulle linee regionali, completando i raddoppi di linea e l’upgrading tecnologico (in aggiunta alla realizzazione del piano ferroviario previsto dal PNRR e dal fondo nazionale complementare), recupereremo le linee ferroviari regionali e minori e svilupperemo la mobilità ciclabile e pedonale nelle nostre città. 

• Per incentivare la mobilità sostenibile, introdurremo il trasporto pubblico locale gratuito per giovani e anziani e incentiveremo, per le altre categorie, schemi di sconto sul prezzo del servizio di trasporto sostenibile legati all’intensità dell’uso del mezzo, misurata dal biglietto elettronico. 

• Sosterremo lo sviluppo della Mobilità come Servizio Integrato (Mobility as a Service). 

• Realizzeremo un nuovo piano aeroporti, ponendo particolare attenzione alla necessità di un riequilibrio regolatorio delle low cost garantendo anche per le compagnie con sola base in Italia l’applicazione del contratto collettivo, che dovrà essere rinnovato. 

• Proporremo una revisione di tutti i piani economico-finanziari dei concessionari autostradali, introducendo una definizione puntuale sui processi di sicurezza anche introducendo la demolizione/ricostruzione delle opere e delle tratte. 

Italia 2027: la nostra visione 

Il nostro Paese è segnato da forti divari territoriali – tra Nord e Sud,ma anche tra aree urbane e aree montane e interne – dovuti alla mancanza di infrastrutture efficienti, sicure e sostenibili, che possano essere vero motore di sviluppo economico e fattore di inclusione per le persone. Le infrastrutture per la mobilità di merci e persone, così come quelle energetiche e digitali, sono sottoposte agli effetti sempre più gravi dei cambiamenti climatici. 

In Italia ancora l’80% delle merci è trasportata su strada e gran parte della mobilità delle persone avviene su gomma e con mezzi privati, con un effetto negativo sugli obiettivi di decarbonizzazione nel settore dei trasporti previsti dal Green Deal europeo e dall’Agenda 2030 sullo Sviluppo sostenibile (si prevedono a partire dal 2030 gli obiettivi di trasferire su rotaia e nave almeno il 70% del trasporto merci e di conver tire a mezzi elettrici almeno il 50% del TPL). 

I tempi di realizzazione delle infrastrutture pubbliche nel nostro Paese vanno abbreviato e semplificati. Oggi sono troppo lunghi, soggetti a regole in continua evoluzione, spesso rallentati da opposizioni di carattere territoriale e da contenziosi amministrativi e criticità in fase di esecuzione. 

Le infrastrutture sono un potente strumento di riduzione delle disuguaglianze territoriali e sociali e sono fondamentali per realizzare gli obiettivi della transizio ne ecologica e digitale del nostro Paese. Noi vogliamo un’Italia che nel 2027 possa contare su infrastrutture più sostenibili dal punto di vista ambientale, più moderne e sicure per i cittadini, più funzionali a supportare lo sviluppo e la competitività a scala europea e mondiale delle nostre imprese. Servono regole chiare e certe per la loro realizzazione, capacità di programmare e utilizzare al meglio le risorse del PNRR e quelle nazionali, qualità della progettazione e dell’esecuzione, volontà di costruire attorno a esse consenso attraverso il dibattito pubblico e il coinvolgimento dei territori. 

Vogliamo realizzare un grande piano per il trasporto pubblico locale sostenibile: vogliamo migliorare la qualità dell’ambiente garantendo il diritto dei cittadini a muo versi su mezzi sicuri e accessibili a tutti. Vogliamo dare risposta alla domanda di mobilità dei giovani, delle persone anziane e con disabilità, dei pendolari. Proprio in quest’ottica, proponiamo di rendere gratuito il trasporto pubblico locale per giovani e anziani. Vogliamo realizzare le condizioni favorevoli per un rapido sviluppo della Mobilità come Servizio Integrato (Mobility as a Service), che incentivi la condivisione dei dati pubblici sulle condizioni del trasporto intermodale, incluso l’impatto ambientale delle tecnologie impiegate e l’offerta di biglietti unici, predisposti da intermediari online, per tratte che utilizzino più mezzi di trasporto, da articolare e organizzare in base alle esigenze e alle preferenze degli utenti. Ciò consentirà di in trodurre maggiore efficienza nell’uso dei mezzi di trasporto, minori emissioni inqui nanti, più trasparenza e criteri di scelta, anche di tipo ambientale, per gli utenti. 

Vogliamo sviluppare le infrastrutture necessarie a collegare il nostro Paese con le grandi reti di trasporto transeuropee (TEN-T) e i nodi multimodali, completare le tratte ferroviarie ad alta velocità e alta capacità già programmate, potenziare il trasporto su ferro delle merci, migliorare i collegamenti lungo i corridoi est-ovest e tra le aree più industrializzate del Paese. 

Vogliamo investire sulla rete aeroportuale, puntando su sostenibilità ambientale, digitalizzazione e qualità del lavoro, in particolare ponendo promuovendo un riequi librio regolatorio delle low cost e garantendo anche per le compagnie con sola base in Italia l’applicazione del contratto collettivo che andrà rinnovato. 

Riteniamo necessario migliorare i collegamenti sulle fasce costiere, tra le aree più prossime alle grandi infrastrutture e le aree periferiche e interne, con la riqualifi cazione delle strade secondarie, il recupero delle linee ferroviari regionali e minori, lo sviluppo della mobilità ciclabile e pedonale nelle nostre città. 

In questo particolare momento storico di profonde trasformazioni che vede i com merci internazionali in rapida evoluzione, la pandemia mettere in evidenza tutti i li miti dell’interdipendenza globale e nel quale la transizione ecologica è divenuta pri orità mondiale, i porti italiani rappresentano, oggi più che mai, un asset strategico di fondamentale importanza per l’economia italiana. Fino ad oggi la legge 84/1994, con le sue successive modifiche, ha garantito un quadro regolatorio stabile ed ha dettato una disciplina speciale del lavoro portuale, conquiste che purtroppo rischia no di essere messe in discussione su vari fronti, non ultimo, dalle contestazioni della Commissione europea sui temi della tassazione. L’incremento delle dimensioni delle navi, lo sviluppo tecnologico, le necessità di tutela ambientale richiedono profondi interventi sui nostri porti, collocati all’interno delle città, anche in termini di sicurezza, connettività digitale ai fini della programmazione della logistica e formazione. In questa fase strategicamente delicata, risulta fondamentale compiere uno sforzo collettivo per contribuire a far crescere ulteriormente il settore portuale, nell’inte resse del Paese, dei lavoratori e delle imprese. 

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