Skip to main content

Natalità, infanzia e adolescenza

Principali proposte e azioni 

• Potenzieremo l’assegno unico familiare, semplificando l’accesso, rafforzandone le clausole di salvaguardia (in particolare per le persone con disabilità e le famiglie con figli disabili) e rivedendo il peso della prima casa nel calcolo dell’ISEE utilizzato per la sua attribuzione. 

• Approveremo una legge sulla co-genitorialità, per introdurre totale parità nei congedi di maternità e paternità e un nuovo congedo parentale anch’esso pienamente paritario, da affiancare a strumenti di flessibilità, come part time e lavoro agile di coppia agevolati. 

• Lanceremo un grande investimento nel servizio integrato di educazione e istruzione 0-6 anni, per scuola dell’infanzia (3-6 anni) ad accesso universale, gratuito e, quindi, obbligatorio in seno al servizio integrato e per incrementare il fondo nazionale, al fine di garantire la progressiva gratuità dei servizi educativi 0-3 anni ai nuclei familiari a basso ISEE, con particolare attenzione all’offerta formativa nel Sud del Paese. 

• Garantiremo l’accesso universale e gratuito di bambine e bambini alle mense scolastiche, impegnandoci perché ogni scuola primaria abbia una mensa. 

• Combatteremo il fenomeno della dispersione scolastica, facendo delle scuole anche un luogo di aggregazione e integrazione e insistendo sul contrasto al bullismo e al cyberbullismo, sull’uso consapevole della tecnologia digitale, sull’educazione all’affettività e alla sessualità.

• Promuoveremo l’associazionismo, sportivo, culturale, politico, umanitario, puntando su queste esperienze in quanto strumenti capaci di offrire occasioni di riscatto, emancipazione e crescita personale. 

• Promuoveremo il diritto alla salute dei bambini e dei ragazzi con l’implementazione su tutto il territorio nazionale di consultori familiari e giovanili e di punti di ascolto per gli adolescenti, considerando anche l’opportunità offerta dalle nuove “Case di comunità” previste dal PNRR. 

• Ci prenderemo cura della salute mentale, adeguando le infrastrutture sociali alla presa in carico integrata dei bambini e rafforzando i servizi di supporto psicologico e neuropsichiatrico per bambini e adolescenti. 

• Lavoreremo per garantire che i professionisti che si interfacciano con bambini e adolescenti siano capaci di riconoscere abusi e maltrattamenti. E vogliamo sostenere, poi, i servizi sociali affinché su tutto il territorio nazionale e in maniera uniforme possano prendere in carico qualunque situazione di fragilità (violenza, maltrattamenti, minori stranieri non accompagnati, minori allontanati dalla famiglia d’origine, minori in carcere). 

Italia 2027: la nostra visione 

Con 6,8 nati ogni 1.000 abitanti, l’Italia è il quinto Paese al mondo col più basso tasso di natalità ed è dal 2007 che ogni anno le morti superano le nascite, con un trend in costante peggioramento. Eppure, come sottolineato dall’Istat nel suo rapporto 2020, “il numero effettivo di figli che le persone riescono ad avere non rende ragione al diffuso desiderio di maternità e paternità presente nel nostro Paese”. 

L’inverno demografico dell’Italia nasce da un contesto di diffusa difficoltà economica, dall’impossibilità di mantenere un figlio o dal timore di non riuscire a dargli abbastanza. Nasce dal fatto che le famiglie sono lasciate sole, costrette a cavarsela come possono. 

Scaricare sulle singole famiglie (o, peggio ancora, sulle sole donne) la responsabilità del calo demografico è miope e crudele. Significa non capire che il tema della natalità non è solo una questione intima, ma una questione di libertà, di giustizia sociale e di interesse nazionale. L’Italia non ha futuro se non fa della natalità un grande tema politico. 

Per affrontarlo, occorre mettere in campo un pacchetto di misure che non si limitino a rendere possibile la nascita di un figlio, ma ne accompagnino la crescita fino all’età adulta. Perché le disuguaglianze in Italia riguardano soprattutto bambini e adolescenti, sempre più esposti al rischio di povertà e marginalità sociale. Al punto che oggi i destini di tanti bambini sembrano già scritti dalla nascita: dalle condizioni dei genitori e dal quartiere o città di residenza si può immaginare senza troppe sorprese il futuro di ragazze e ragazzi, derubati anche della speranza di un futuro diverso. 

Il nostro obiettivo è dimostrare che le storie di queste ragazze e questi ragazzi si possono riscrivere. Perché quando si ha l’impressione di essere condannati al proprio destino diventa impossibile fidarsi non solo dello Stato, ma dell’intera Comunità di cui dovremmo essere parte. Ci si sente addirittura autorizzati a pensare di non “valere abbastanza”, a incolpare sé stessi per mancanze che invece sono collettive. 

Non si può chiedere a chi si sente condannato di salvarsi da solo. Compito dello Stato è non solo dimostrare che esistono alternative, ma anche accompagnare attivamente le persone nella costruzione di percorsi di vita. Non basta mettere a disposizione strumenti, occorre rompere i meccanismi sociali ed economici che producono profezie autoavveranti. 

La nostra agenda per la natalità poggia su due pilastri

Da un lato, è necessario garantire ai genitori la serenità necessaria a poter decidere di avere un figlio. Questo significa difendere il diritto a un lavoro di qualità, a una casa dignitosa e a una sanità pubblica efficiente. Le proposte presenti nei diversi capitoli del nostro programma disegnano proprio questo quadro: un’Italia, dove tutte e tutti – in particolare le giovani coppie – hanno gli strumenti per realizzare i propri progetti di vita. In questa direzione sono andate le nostre proposte che abbiamo promosso negli anni, tra cui quella sull’assegno unico familiare che è diventata Legge proprio grazie al grande lavoro delle nostre e dei nostri parlamentari. Il nostro obiettivo adesso è potenziare questo strumento, semplificando l’accesso, rafforzandone le clausole di salvaguardia (in particolare per le persone con disabilità e le famiglie con figli disabili) e rivedendo il peso della prima casa nel calcolo dell’ISEE utilizzato per la sia attribuzione. Inoltre, per permettere un vero cambiamento di paradigma e passare così da un modello di condivisione a uno di co-genitorialità, intendiamo approvare una legge sulla co-genitorialità, per introdurre totale parità nei congedi di maternità e paternità e un nuovo congedo parentale anch’esso pienamente paritario, da affiancare a strumenti di flessibilità, come part time e lavoro agile di coppia agevolati. 

Dall’altro lato, l’Italia ha però bisogno di un nuovo e ambizioso piano per l’infanzia e l’adolescenza. Perché le famiglie non possono essere lasciate sole appena uscite dai reparti di maternità, senza una rete di servizi e senza supporto pubblico. E perché i bambini sono cittadini a tutti gli effetti e hanno diritto a vedere che lo Stato si adopera per “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Per bambini e adolescenti oggi non è così: le loro opportunità di socialità, di crescita sana e di sviluppo dipendono quasi esclusivamente dal contesto familiare. 

Non possiamo accettare 3,6 milioni di bambini e ragazzi in povertà su un totale di 9,2 milioni di minori. È povertà materiale ed è esclusione da diritti e opportunità che mina anche ogni futura crescita. Sono urgenti un programma e una regia nazionale che ottimizzino i fondi ordinari, quelli Ue della programmazione 2021- 2027 e il PNRR, ispirandosi al principio della coprogettazione tra scuola, Enti locali e Terzo settore. Vogliamo dare priorità alla istituzionalizzazione e al finanziamento dei patti educativi di comunità e delle équipe multidisciplinari (pedagogista, educatore, psicologo) a sostegno della comunità educante, in accordo con i servizi psico-pedagogici territoriali di prossimità. 

Le fondamenta di questo piano le abbiamo già poste, grazie al Sistema europeo di garanzia per i bambini vulnerabili (European Child Guarantee). Il nostro Paese è stato tra i 7 scelti in ambito europeo per sperimentare sistemi di intervento per il contrasto alla povertà minorile e all’esclusione sociale che fungeranno poi da modello per tutti gli altri. Un’esperienza di successo, frutto del nostro impegno a livello europeo e che non possiamo permetterci si perda per strada a causa della mancanza di volontà nel portarla avanti, anche considerando l’importante stanziamento finanziario che siamo riusciti ad ottenere nel quadro del Fondo Sociale europeo Plus.

Il piano che proponiamo parte da qui e vuole quindi accompagnare bambine e bambini dalla nascita fino alla maggiore età. Per creare finalmente un Paese a misura di bambini e ragazzi, dove possano sentirsi a casa, sostenuti e accompagnati nel loro percorso di crescita. E soprattutto, non abbandonati al destino che qualcuno vorrebbe per loro già scritto. 

Lo faremo innanzitutto garantendo una rinnovata attenzione ai primi 1.000 giorni di vita, prevedendo un rafforzamento degli investimenti in attività di prevenzione e promozione della salute materno-infantile. 

I fondi a disposizione devono poi essere utilizzanti per un grande investimento nel servizio integrato di educazione e istruzione da zerosei anni, affinché la scuola dell’infanzia sia gratuita e obbligatoria in seno al servizio integrato e sia incrementato il fondo nazionale, per garantire la progressiva gratuità dei servizi educativi 0-3 anni ai nuclei familiari a basso ISEE, con particolare attenzione all’offerta formativa nel Sud del Paese. È infatti assodato che la scolarizzazione precoce è il modo migliore per garantire alle bambine e ai bambini pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali. Il nostro Paese ha bisogno di un sistema scolastico accogliente per i bambini e che rafforzi la collaborazione con le famiglie: il nostro obiettivo è quello di puntare sul “sistema scuola”, sia a livello infrastrutturale che educativo. 

Nell’ottica di garantire a tutte le bambine e a tutti i bambini il diritto a un’alimentazione sana, vogliamo garantire l’accesso universale e gratuito di bambine e bambini alle mense scolastiche e impegnarci a far sì che ogni scuola primaria abbia una mensa. La povertà alimentare è infatti un’emergenza troppo spesso sottovalutata, soprattutto nelle sue implicazioni per quanto riguarda salute, carriera scolastica e difficoltà di socializzazione. 

Vogliamo combattere il fenomeno della dispersione scolastica e fare delle scuole anche un luogo di aggregazione e integrazione. Tramite progetti specifici, insistere sul contrasto al bullismo e al cyberbullismo, sull’uso consapevole della tecnologia digitale, sull’educazione all’affettività e alla sessualità. 

Vogliamo che i ragazzi e le ragazze siano parte attiva della comunità: ad oggi i minori che frequentano associazioni o gruppi sono circa uno su quattro. Noi vogliamo promuovere l’associazionismo, sportivo, culturale, politico, umanitario, e puntare su queste esperienze in quanto strumenti capaci di offrire occasioni di riscatto, emancipazione e crescita personale. 

Promuoveremo l’apertura e la diffusione sul territorio nazionale di Consultori giovani e punti di ascolto per gli adolescenti, considerando anche l’opportunità offerta dalle nuove “Case di comunità” previste dal PNRR. 

Vogliamo prenderci cura della salute mentale, adeguando le infrastrutture so ciali alla presa in carico integrata dei bambini e rafforzando i servizi di supporto psicologico e neuropsichiatrico per bambini e adolescenti. 

Infine, vogliamo garantire che i professionisti che si interfacciano con bambini e adolescenti siano capaci di riconoscere abusi e maltrattamenti. E vogliamo sostenere, poi, i servizi sociali affinché su tutto il territorio nazionale e in maniera uniforme possano prendere in carico qualunque situazione di fragilità (violenza, maltrattamenti, minori stranieri non accompagnati, minori allontanati dalla famiglia d’origine, minori in carcere). 

Download Scarica il PDF dell'approfondimento