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Sport e cultura del movimento

Principali proposte e azioni 

  • Riavvieremo fin dal primo giorno della nuova legislatura, l’iter di modifica dell’art. 33 della Costituzione con il seguente testo: “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme” interrotto a un passo dalla sua conclusione dallo scioglimento anticipato delle Camere, in modo da definire il diritto costituzionale allo sport e istituiremo un Ministero dello Sport che sia cabina di regia per la promozione dello sport, della cultura del movimento e dei grandi eventi. Ci impegniamo a completare e migliorare, insieme al Ministero del Lavoro e alle parti sociali, il percorso legato alla riforma del lavoro sportivo, trovando il giusto equilibrio tra sostenibilità per le società sportive e tutele e diritti di lavoratrici e lavoratori del mondo dello sport e stimoleremo percorsi orientati a favorire una più reale parità di genere nella governance del mondo dello sport. 
  • Proporremo la prescrizione da parte del medico di base di attività motoria come un farmaco, detraibile nella dichiarazione dei redditi, aumentando la quota di detrazione fiscale per la pratica sportiva ed eliminando l’attuale vincolo dell’età. Proporremo voucher spendibili in attività sportiva per famiglie con Isee più basso e molti figli. Istituiremo un fondo per l’acquisto di attrezzature per lo sport inclusivo, per abbattere barriere architettoniche e sensoriali nelle scuole e impianti. Incrementeremo il fondo esistente per l’acquisto di ausili da destinare a soggetti con disabilità interessati all’avviamento della pratica sportiva.
  • Aumenteremo la proposta sportiva all’interno della scuola dell’infanzia e primaria affidandola, con personale aggiuntivo, a specialisti del segmento dell’età evolutiva laureati in Scienze Motorie e con ulteriore attenzione alle disabilità, istituendo un fondo specifico per dotare le scuole di attrezzature per lo sport inclusivo. Incentiveremo nella scuola media inferiore, la proposta di attività sportiva scolastica nel tempo prolungato, per rilanciare anche manifestazioni sportive scolastiche sul modello dei Giochi della Gioventù, ridefiniremo le modalità di utilizzo delle palestre scolastiche, scrivendo convenzioni chiare e applicabili nell’intero Paese tra Circoscrizioni, Comuni, Città Metropolitane e scuole, così da favorirne l’utilizzo per le società del territorio in orario extra-curriculare e nei periodi in cui le scuole sono chiuse. Promuoveremo lo sport universitario per tutti e con progetti dual career. Riconoscendo il diritto alla cittadinanza con lo Ius Scholae tanti ragazze e ragazzi di seconda generazione, nati o cresciuti in Italia, potranno indossare anche la maglia azzurra. 
  • Ridefiniremo le regole del comparto scommesse sportive in senso redistributivo a favore di sport professionistici e settori giovanili, sport per tutti, paralimpico e femminile. Attrarremo investimenti sullo sport con defiscalizzazione e credito d’imposta. Sburocratizzeremo gli interventi sulla modernizzazione di grandi impianti e stadi, con attenzione alla sostenibilità, definendo regole-quadro, in base alle mutate condizioni di mercato, per la gestione di impianti sportivi e natatori. 
  • Ripensare il paesaggio urbano verso una transizione ecologica e di mobilità grazie al modello delle palestre a cielo aperto con particolare attenzione alla sicurezza di pedoni e ciclisti. Istituire un protocollo per inserire un campo polifunzionale di quartiere in tutte le lottizzazioni future o di ristrutturazione delle esistenti, favorendo il recupero di aree dismesse e destinandole alla promozione dello sport.

Italia 2027: la nostra visione 

L’attività sportiva e la promozione della cultura del movimento in Italia sono state storicamente delegate alle capacità, allo straordinario impegno di decine di migliaia di società sportive che hanno svolto un lavoro esemplare. Grazie a loro, al Coni, al Cip, alle Federazioni, agli Enti di promozione sportiva e, più recentemente, a Sport & Salute, il mondo dello sport ha sempre saputo mettere in moto centinaia di migliaia di volontari e di lavoratori e lavoratrici che hanno agito, tuttavia, senza diritti e tutele e in virtù di risorse principalmente private (sponsor, mecenati e, soprattutto, denaro delle famiglie). La pandemia ha generato una discontinuità, quel modello è andato in frantumi e nulla potrà più essere come prima. I terribili numeri che ci ricordano delle tante società sportive costrette a chiudere e dei tesserati e praticanti sportivi persi nei due anni di pandemia, ci impongono un cambio di paradigma e la costruzione di un nuovo modello sportivo del Paese. Per il Partito Democratico lo sport e la cultura del movimento hanno un’importanza essenziale per il futuro del Paese, non solo perché il comparto sportivo incide per il 2% sul Pil del Paese, ma anche per il valore educativo, di inclusione, socialità e per il risparmio generato al Servizio Sanitario Nazionale. Nel considerare lo sport come luogo di investimenti nell’Italia del 2027 pensiamo ai giovani e anche ai loro genitori e nonni per i quali la cultura del movimento è divertimento, relazione, senso di comunità, qualità della vita e vero e proprio farmaco, capace di prevenire o controllare patologie come obesità, diabete, malattie metaboliche e cardiovascolari, disturbi dell’umore. Per questo la cultura del movimento è un investimento sulla salute delle persone e un grande generatore di risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale che ogni anno investe miliardi di euro per garantire il diritto alle cure in forma universale e gratuita, come garantito dalla Costituzione. Il risparmio generato dalla riduzione del tasso di sedentarietà è stato misurato dalla comunità scientifica che ha dimostrato che 1 euro investito in sport fa risparmiare almeno 4 euro al Servizio Sanitario Nazionale. Immaginiamo dunque un rinnovato sistema di welfare che consideri palestre, piscine, impianti sportivi o i parchi cittadini veri hub della salute. Lo sport è un investimento sociale, perché crea occasioni di riscatto per tutte e tutti, da Nord a Sud, è uno strumento di socialità, inclusione, rafforzamento delle reti di prossimità e permetta alle persone diversamente abili di trovare la propria dimensione attiva nella società, è un investimento sull’ambiente, è un investimento sul benessere psico-fisico individuale e collettivo. Sono dunque quattro i punti cardinali che guideranno le nostre azioni sullo sport e sulla cultura del movimento: la salute, la scuola, i sostegni strutturali, le città e il paesaggio e la prima azione, quella che innescherà tutte le altre, sta nel pensare allo sport e alla cultura del movimento come a un diritto che, come tutti i diritti, dovrà essere tutelato da politiche pubbliche e poter essere accessibile a tutte e a tutti, indipendentemente dall’età, dal genere, dallo status sociale, dalla provenienza geografica, dalla disponibilità economica. Uno sport davvero per tutti, non solo per chi se lo può permettere.

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