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Speranza: “Meloni e Salvini fanno occhiolino a no vax”

Sintesi dell’intervista di Niccolò Carratelli su La Stampa

“Meloni e Salvini hanno un atteggiamento ambiguo, fanno l’occhiolino ai no vax. Il Covid non è scomparso o evaporato, ma è un tema di cui dovremo occuparci nei prossimi mesi. E l’arma fondamentale è la campagna vaccinale, l’Italia ha un tasso di vaccinazione tra i migliori al mondo: più del 90% dei cittadini ha fatto la doppia dose e siamo tra i primi in Europa per la terza. Chi si candida a governare deve dire chiaramente come la pensa: non possono esserci ambiguità su un tema così serio”, inzia così il ministro Speranza la sua intervista a La Stampa, e aggiunge: “La campagna vaccinale è patrimonio di tutti, non di una parte, per questo va salvaguardata”.

Speranza continua: “La partita è aperta, un italiano su due non ha ancora deciso cosa fare e per chi votare. Noi dobbiamo parlare a queste persone e chiedere: in mano a chi vuoi che sia questo Paese dal 26 settembre? Per la tua sicurezza, della tua famiglia, della tua impresa. Secondo me, Meloni e Salvini rischiano di portare il Paese a sbattere, isolandolo nelle relazioni internazionali, ad esempio, per non parlare della flat tax”.

Un passaggio sulla scelta editoriale della campagna elettorale impostata da Letta, il rosso e il nero: “Dice una grande verità, cioè che alla fine quello che abbiamo di fronte è un referendum, su tanti temi. Sul fisco, sui diritti delle persone, sull’ambiente, sul Sud. Nei collegi uninominali o vince il centrodestra a guida Meloni-Salvini o il centrosinistra a guida Letta: questa è la scelta, o di qua odi là. Gli altri voti sono legittimi, ma inutili. Oggi è il tempo della campagna elettorale e di una scelta chiara da parte degli italiani”.

Il Ministro della sanità chiude: “Noi dobbiamo vincere le elezioni per il bene degli italiani. Io ho la coscienza a posto, ho fatto tutto il possibile e ho tenuto insieme due assi essenziali, su cui vorrei ci fosse continuità, a prescindere da chi governerà. Uno è il primato del diritto alla salute: ci sono stati momenti in cui si voleva aprire, aprire e aprire e io ho detto “prima il diritto alla salute”. Il secondo è la centralità dell’evidenzia scientifica, che dobbiamo rendere sempre più protagonista delle nostre scelte”.

Intervista intergale su La Stampa